RIFLETTORI, RIFRATTORI o CATADIOTTRICI?

INTRODUZIONE
Quando parliamo di strumenti ottici intendiamo quegli strumenti in grado di agire sulle onde luminose con lo scopo migliorare la visione di un’immagine. La maggior parte di essi sono di uso comune: si pensi agli occhiali da vista o ad un lente di ingrandimento. Per la visone a grandi distanze invece possiamo pensare ad un cannocchiale, ai binocoli oppure ai diffusissimi teleobiettivi fotografici, che agendo su una manopola possono addirittura aumentare o diminuire gli ingrandimenti. Tutti questi strumenti sono composti da lenti che sfruttando il principio di rifrazione della luce ci permettono di “vedere meglio” ciò che vogliamo. Per strumenti ancora più grandi possiamo sfruttare anche un’altro principio, quello della riflessione mediante l’uso di specchi. Quest’ultima, ad oggi, è la tecnologia più sfruttata dai grossi telescopi astronomici, che siano amatoriali o professionali. Anche il Telescopio Spaziale Hubble monta degli specchi come ottica primaria.
STRUMENTI TELESCOPICI O A LUNGHEZZA FISSA?
Per la visione a grandissime distanze si usano i telescopi. Di loro dobbiamo innanzitutto dire che hanno una lunghezza fissa, a differenza di molti teleobiettivi fotografici o cannocchiali che permettono di fare uno zoom allungandoli. Allora come fare per ottenere diversi tipi di ingrandimento con un telescopio se non possiamo allungarlo? Beh, su di essi si sfruttano quelli che vengono comunemente chiamati OCULARI: un oculare non è altro che una lente di ingrandimento amovibile da piazzare sulla parte terminale del sistema ottico; La prima lente (o specchio) del telescopio proietta l’immagine in un punto ben preciso e noi col nostro oculare andremo a pescarla per ingrandirla nuovamente. Osservando attraverso l’oculare riusciremo quindi a vedere gli oggetti del cielo con il massimo dettaglio possibile. Esistono diversi tipi di oculari, con diversi fattori d’ingrandimento, e cambiandoli potremmo ottenere lo zoom desiderato.
I TRE GRANDI GRUPPI:
In base alla tecnica costruttiva possiamo dividere i telescopi in tre grandi gruppi. Quelli che sfruttano il principio di rifrazione della luce mediante l’uso di lenti che si chiamano, appunto, RIFRATTORI. Quelli che sfruttano il principio di riflessione della luce mediante l’uso di specchi, chiamati appunto RIFLETTORI. Poi ci sono gli ibridi, che combinano specchi e lenti, chiamati CATADRIOTTICI. Ognuno di essi ha dei pregi e dei difetti che possiamo sintetizzare nello schema qua sotto. Inoltre ogni categoria può essere suddivisa in altri sottogruppi per piccole differenze costruttive o qualitative delle ottiche. A seguire li analizzeremo nel dettaglio per far chiarezza sui pregi, difetti ed illustrare i loro schemi ottici.
PER APPROFONDIRE SEGUI I LINK SOTTOSTANTI:
RIFRATTORI
RIFLETTORI
CATADIOTTRICI

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