
“Quando ci si approccia per la prima volta alla fotografia notturna si capisce da subito che le possibilità sono infinite. C’è chi ama fotografare i paesaggi includendo il cielo stellato, chi ama la via lattea e chi si dedica alla somma di lunghe esposizioni per riprendere la traccia delle stelle nel cielo. Altri ancora comprano strumentazioni molto più complesse per riuscire ad arrivare dove non arriva l’occhio umano, immortalando nubi di gas e polveri lontane da noi anni luce. Altri ancora cercano ingrandimenti sempre più estremi per vedere nel dettaglio i pianeti del sistema solare. Tanti fanno un pò tutte queste cose ma la maggior parte si specializza in una sola branca dell’astrofotografia facendo investimenti mirati per attrezzarsi con strumenti specifici. Devi sapere infatti che gli strumenti per approcciare bene questa disciplina non sono a buon mercato e prima di affrontare una spesa importante sarebbe fondamentale capire bene cosa ci piace di più, in modo da non rischiare spese inutili. A seguire riporterò alcuni esempi di astrofotografia, partendo dalle tecniche più semplici”.
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NIGHTSCAPES e LANDSCAPES ASTROPHOTOGRAPHY ( fotografia notturna )
Questo tipo di fotografia è la più semplice ed economica da realizzare, infatti basta un semplice cavalletto ed una comune reflex. Include porzioni di paesaggio a cui si da particolare enfasi poiché è la parte su cui si può avere più varietà e libertà espressiva. Il cielo infatti, con delle visuali così ampie, potrà mostrare la via lattea ( la galassia a cui apparteniamo ndr ), qualche costellazione e poco altro. E’ particolarmente spettacolare perché restituisce una visuale simile a quella dell’occhio umano ma con una sorta di “realtà aumentata”, migliorando i contrasti e la visibilità grazie a delle esposizioni di qualche decina di secondi. Le migliori sono quelle che si possono ottenere dall’emisfero australe perché dal sud del mondo la via lattea si staglia quasi allo zenit, dove il cielo è più buio e restituisce contrasti migliori, a differenza dell’emisfero boreale che mostra il centro galattico (la sua parte più luminosa) sempre molto basso all’orizzonte. Inoltre dall’emisfero sud si possono vedere le nubi di Magellano, due galassie satelliti della nostra via lattea. Ho voluto inserire infatti, a titolo d’esempio, una Miky Way ripresa in Nuova Zelanda, esattamente a lookout Point, vicino a Whangapoa.

Fanno parte di questo gruppo anche gli star trails. Le strumentazioni restano uguali: cavalletto e comune reflex, ma la tecnica inizia a farsi più complessa perché si devono fondere più scatti con esposizioni anche di 30 secondi. Dopo diverse ore in cui il sensore digitale ha ripreso il movimento delle stelle un software unirà tutti gli scatti per mostrare, con delle strisce continue, il loro percorso. Una cosa formidabile di questa tecnica è che può apparire artefatta, ma in realtà è un disegno creato dalla luce reale che come un pennello lascia striature sul supporto fotosensibile. Quindi uno star trail non é un disegno realizzato al computer, ma dalla mano di madre natura.

Altri nightscapes interessanti possono avere come protagonisti sciami meteorici o comete, ma sempre tenendo in alta considerazione un’ armonica integrazione del paesaggio terrestre.


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DEEP SKY e DEEP SKY A LARGO CAMPO
Deep sky in inglese si traduce come “cielo profondo” e vede come soggetti tutti i corpi celesti esterni al sistema solare, situati nel cielo profondo appunto. Sono Generalmente soggetti molto deboli come nebulose e galassie che richiedono ore di esposizione a zoom elevati per cui si rende necessario dotarsi di cavalletti (montature) molto pesanti e computerizzati, che collegati ad un telescopio guida rilevano una stella di riferimento per inseguire il movimento del cielo, il tutto per evitare il mosso. Anche le fotocamere iniziano ad essere un pò più specifiche, richiedendo l’uso o di reflex modificate oppure fotocamere dedicate, dotate di sensori adatti a catturare certe linee dello spettro elettromagnetico precluso alle macchine fotografiche tradizionali. E’ sicuramente la branca dell’astrofotografia più tecnica, ma è l’unico sistema che si ha per poter osservare oggetti tanto deboli da essere invisibili all’occhio umano. C’è anche chi riesce a piazzare una reflex modificata su un leggero astroinseguitore e catturare nebulosità a largo campo con obiettivi grandangolari, inserendo quindi anche il paesaggio. Questi scatti rientrano tra i nightscapes ma a me piace CONSIDERARLE foto deep sky a largo campo (anche se includono il paesaggio) per il semplice motivo che per me la modifica ad una reflex è lo spartiacque tra la foto notturna tradizionale ed il deep sky puro. Nella foto qua sotto si vede ad esempio un paesaggio di montagna sotto un cielo ripreso con una camera astronomica dedicata; a seguire ho inserito in modo progressivo degli scatti che stringono sempre più la visuale verso la famosissima nebulosa oscura “Testa di Cavallo”. Un’ultima cosa da dire è che con gli strumenti adatti al Deep Sky, e l’uso di alcune lenti, generalmente si possono anche fare riprese planetarie ma non sempre si può dire il contrario.



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FOTOGRAFIA PLANETARIA AD ALTA RISOLUZIONE.
Seppur la fotografia planetaria sia quella che usa gli zoom più spinti essa non richiede montature sofisticate come per il deep sky, infatti per riprendere i pianeti si usano scatti talmente veloci che il problema del mosso non esiste. La cosa importante è tenere il pianeta centrato per il tempo necessario ad acquisire gli scatti minimi per l’elaborazione e per questo basterà una montatura con un semplice motorino, perciò una montatura meccanica e non computerizzata. E’ sicuramente una branca molto settoriale dell’astronomia che se non ha in parte fini scientifici rischia di annoiare un pò a causa del numero limitato di oggetti osservabili con strumenti amatoriali, ma nonostante questo l’emozione immediata di vedere Saturno ed i suoi anelli ad occhio nudo è un qualcosa di indescrivibile ed è stata anche per me la motivazione che mi ha spinto a comprare il mio primo telescopio.

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Ora che abbiamo visto che cosa si può riprendere dal cielo notturno andiamo a vedere come farlo: TORNA A TUTTI I TUTORIALS per approfondire gli argomenti.
Una opinione su "INTRODUZIONE AI GENERI DI ASTROFOTOGRAFIA"